DoK – Where Dreams Come From

C'è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto… Per me, l'acqua che manca, è traboccata fuori ;)

Figli sardi :)

Una coppia di sardi, dopo anni di sforzi, riesce finalmente ad avere un figlio.
Gavinu corre dal parroco per dargli la notizia: (l’accento sardo è di rigore):
“Finalmente Padre! Anch’io un figlio ho!”.
“Bene! Sono felice per lei. Come lo chiamerà?”.
“Ah, già! Il mio figliolo è molto importante e devve avvere un nome importante. Lo chiamerò Napoleone!”.
E il prete: “Bè, non mi sembra un nome appropriato, abbia pazienza ne trovi un altro”.
E Gavinu: “Va bene. Allora un nome bello, fiero, come è mio figlio. Lo chiamerò Garibaldi”.
E il prete: “Ma non è adatto ad un bambino! Pensi a quando sarà grande”.
“Ha ragione Padre, ma sono così emozionato, sa, il primo figlio è. Devvo trovare un nome importante. Lo chiamerò Giulio Cesare”.
“Insomma, va meglio, però trovi un nome più semplice, più facile da ricordare”.
“Va bene Padre. Ho deciso. Visto che mio figlio è importante per me solo un nome è degno di lui. Lo chiamerò DIO!”.
E il prete: “Mamma mia, ma non crede di esagerare adesso, signor Porcu?”.

Per guarire subito dalla crisi esistenziale…

Dopo 25 anni di matrimonio, ho guardato mia moglie e le ho detto:
“Cara, 25 anni fa, avevamo un piccolo appartamento, una vecchia auto,si dormiva su un divano, guardavamo la tv in bianco e nero su un televisore 10 pollici ma io dormivo con una bella e giovane bionda di 25 anni.
Ora abbiamo una casa da 500.000 euro, una BMW da 50.000 euro, un letto ad acqua, un televisore al plasma da 50 pollici, ma, io dormo con una vecchia di 50 anni”.
Mia moglie e’ stata rapidissima nel rispondermi e mi ha detto:
“Non hai che da trovarti una giovane bionda di 25 anni ed io faro’ in modo che tu ti ritrovi in un piccolo appartamento con una vecchia auto e che tu dorma sul divano guardando la tv in bianco e nero da 10 pollici”.

Reboot del server :-|

Eh si ragazzi,
dopo 120 giorni di onorato ininterrotto running, sto per riavviare il M-I-T-I-C-O server che ospita questo (ed altri) siti web, nonchè tutta la mia build farm… speriamo bene :)

Vi aggiorno frappè, non appena tutto (si spera) torna su :)

Incrociamo le dita !!!!! :)

UPDATE: Tutto è andato bene ed i servizi (spero) sono ritornati a funzionare correttamente 😉

Il sabato del villaggio

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella
Già tutta l’aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giù da’ colli e da’ tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l’altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s’affretta, e s’adopra
Di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
È come un giorno d’allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

Un *must* assieme a “La quiete dopo la tempesta” !!!!
Ri-Enjoy :)

La quiete dopo la tempesta

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L’artigiano a mirar l’umido cielo,
Con l’opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’acqua
Della novella piova;
E l’erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo a’ suoi studi intende?
O torna all’opre? o cosa nova imprende?
Quando de’ mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.

O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
E’ diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.

Bè, come poteva mancare una poesia così bella ?!?!?!
Da accoppiare con il “Sabato del villaggio”, per un pomeriggio Kulturale :)

Enjoy !!!

keep looking »